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CHI È STATO SCONFITTO IL 4 DICEMBRE? Le responsabilità e l’infantilismo

CHI È STATO SCONFITTO IL 4 DICEMBRE?
Le responsabilità e l’infantilismo

Fra i tanti commenti ascoltati nei dibattiti seguiti al risultato referendario (seguo la politica attraverso il solo mezzo televisivo) ritengo che, alla luce dei pareri ascoltati, nessuno abbia colto un aspetto che al momento sento il bisogno di esternare per contribuire alla discussione nell’ambito del Movimento 5 Stelle, permettendomi, in conclusione di fare alcune osservazioni che possano contribuire ad un dibattito e a una indicazione politica.

Sento dire, infatti, che Renzi avrebbe perso il referendum sulla riforma costituzionale e ho ascoltato lo stesso Renzi assumersene la responsabilità.

Ma quale sarebbe la sua responsabilità? Quella di aver perso il referendum o quella di dimettersi da Primo Ministro? Non si era detto, da ambedue le “parti” che il responso delle urne non avrebbe inciso sul governo?
Ma c’è di più!
Nel suo ultimo discorso Renzi ha detto che NON si assume la “responsabilità” di essere espressione di una maggioranza che esprime un governo, peraltro non sfiduciato, di cui è a capo, dando alle sue dimissioni il significato di una “serrata” padronale nei confronti di un elettorato non consenziente ai suoi voleri.
Ma rimanendo sul tasto della responsabilità, ritengo che la vera responsabilità imputabile a Renzi consista nell’aver fatto approvare da un Parlamento “sotto ricatto” (confronta dichiarazione televisiva del Ministro della Giustizia) una legge elettorale (“la migliore del mondo”) in vigore dal 1° Luglio 2016 dove non era previsto il Senato in quanto “abolito” prima che il popolo “sovrano” votasse il referendum confermativo che lo avrebbe dovuto cassare.

La responsabilità sarebbe quella di assumersi l’onere della sconfitta, non certamente sfuggirvi con dimissioni, tra l’altro, non presentate al Parlamento - ritenuto evidentemente non degno di considerazione tanto da non offendersene - che, di fatto, rimane l’unico vero sconfitto dalla risposta referendaria alla riforma costituzionale.
Ciò impone che questo Parlamento venga sciolto al più presto in quanto, oltre a essere responsabile della legge bocciata, è già stato squalificato dalla Consulta, dai ricatti a cui è stato prono e, infine, dalla stessa idea di rimandare alla decisione della Consulta le prerogative legislative che gli competono

Ritengo a questo punto che l’unica cosa che resti da fare a Mattarella sia quella di rinviare alle Camere il Governo perché si assuma le responsabilità che gli competono dato il premio di maggioranza che lo ha reso possibile.

Aggiungo, infine, che vedo come un errore di strategia l’assenza dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle nei dibattiti televisivi di questi giorni, in quanto sarebbe utile mettere in evidenza le contraddizioni di una classe politica di cui occorre al più presto liberarsi, e che sia opportuno, accanto all’affermazione “voto subito”, dare la massima diffusione alla proposta di legge presentata dal Movimento evidenziando la necessità di approvare una legge elettorale entro il prossimo mese di Gennaio in quanto il rinvio alle decisioni della Consulta avrebbe il solo significato di acclarare la perfetta inutilità di questo Parlamento.

Giovannantonio

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